Differenza tra contatore monofase e trifase: quale conviene di più?

Differenza tra contatore monofase e trifase: quale conviene di più?

Quando si parla di contatore trifase o monofase possono sorgere dei dubbi, non sapendo esattamente a cosa ci si riferisca, quale sia il migliore tra i due e cosa occorra per richiedere o effettuare la sostituzione, qualora si rendesse necessaria. Ma con una breve spiegazione siamo sicuri che i vostri dubbi verranno dissipati e sciolti come neve al sole, e potrete sapere esattamente come muovervi nel mondo dei migliori contatori presenti ed esistenti in circolazione.

Ma qual è la differenza tra contatore monofase e trifase?

Iniziamo parlando dei due contatori, ovvero della sostanziale differenza tra contatore monofase e trifase, in modo da capire esattamente di cosa stiamo trattando e poter avere una idea chiara sulle peculiarità e caratteristiche di entrambi. Quando si parla di contatore trifase o monofase, nel primo caso si fa riferimento a un sistema basato sull’impiego di 3 cavi e di un cavo neutro, mentre nel contatore monofase di impiega un unico cavo di fase (con la presenza, questa costante, di un cavo neutro). Nelle case solitamente è presente un contatore monofase, mentre nelle grandi centrali di energia elettrica vengono impiegati i ì contatori trifase sia per le operazioni di trasmissione sia per la distribuzione, in modo da ottimizzare le singole fasi e accelerare le tempistiche, oltre a consentire in tal modo una più elevata e massiccia produzione. Mentre la tensione nelle utenze monofase corrisponde a 230 V, mentre per utenze trifase la tensione tra le due fasi sarà di 400 V e 23V, sempre in termini di tensione, tra la fase in tensione e la fase neutra.

La corrente con tensione di tipo trifase viene solitamente impiegata quando i carichi sono massicci. Per tale motivo una utenza di tipo trifase da 1,5 kW di potenza non ha senso in quanto troppo poco elevata, e pertanto in tale situazione verrà consigliata l’applicazione e l’utilizzo di un contatore monofase. Analogamente, per potenze superiori a 6 kW, non avrebbe senso usare un contatore monofase in quanto non sarebbe in grado di supportare tale potenza, e pertanto viene consigliato l’utilizzo di un contatore trifase. In ogni caso occorre specificare come l’utente possa esprimere cosa desidera ma è poi compito del distributore locale decidere quale tipologia di contatore è maggiormente vantaggioso per la specifica utenza, in quanto è proprio il distributore ad essere il responsabile della gestione ed erogazione della rete elettrica.

Un elemento importante da considerare, e da tenere a mente, è che l’operazione di installazione di un contatore, sia esso di tipo trifase oppure monofase, ha il medesimo costo e a cambiare è unicamente la quota della potenza, la quale dipende dalla potenza del contatore. Ovviamente, qualora non fosse ancora presente il contatore per la propria abitazione, occorrerà richiedere un nuovo allaccio, mentre qualora il contatore fosse presente e si dovesse effettuare la sostituzione del contatore, ma si fosse ancora in dubbio se occorrerà optare per un contatore monofase o trifase, il consiglio è quello di contattare il proprio distributore e richiedere le informazioni che si desiderano direttamente agli operatori dedicati che operano presso il distributore di appartenenza.

Cos’altro sapere sulla differenza tra contatore monofase e trifase?

Molti di voi potrebbero interrogarsi sui costi tra il contatore monofase o trifase, e con questo vogliamo tranquillizzarvi, in quanto non vi sono differenze tra le due tipologie di contatori, intense come presenze fisiche degli apparati, mentre la differenza sulla bolletta deriva dalla potenza impegnata e dalla tipologia di utenza (se domestica o business, se l’intestatario della bolletta è residente o non residente nell’abitazione).

Qualora si avesse nella propria abitazione un contatore monofase e si desiderasse passare a un contatore trifase, quello che occorre fase è sostituire il contatore attuale con uno trifase (che abbia a supporto una potenza specifica per sostenere il carico di tensione), e successivamente installare un contatore trifase. Ovviamente questa operazione non può essere svolta in autonomia, e si renderà pertanto necessario contattare il proprio distributore.

Come abbiamo potuto vedere la sostanziale differenza tra contatore monofase e trifase è rappresentato dalla potenza impiegata: eliminando questo, non sono presenti altre importanti differenze che possano provocare una differenza in termini di costi che l’utente deve sostenere. 

Parlando di un’altra differenza tra contatore monofase e trifase occorre però citare a chi viene indirizzata la scelta di un contatore monofase o trifase: la prima è indicata per gli utenti domestici, mentre la seconda per le grandi aziende, che devono usare mensilmente un grande quantitativo in termini di energia elettrica. Il contatore monofase ha dei vantaggi interessanti, come la possibilità di utilizzarlo sia per la illuminazione sia per il riscaldamento, e nella trazione elettrica, così come il fatto di consentire la trasmissione su elevate distanze e per cavi sottomarini, così come il contatore trifase ha delle peculiarità vantaggiose come l’ottimizzazione nel trasporto e la sua grande affidabilità.

Speriamo di essere riusciti, in questo breve articolo, a dissipare un po’ dei vostri dubbi sulla differenza tra contatore trifase o monofase!

Arianna Bessone

Arianna Bessone