Energia reattiva: cos'è e come funziona

Energia reattiva: cos'è e come funziona

Devi sapere che l’energia reattiva è una tipologia di energia che viene assorbita da apparecchiature elettriche come trasformatori senza essere utilizzata. Il consumo eccessivo di questa energia ti comporta un addebito di energia reattiva in bolletta, anche per questo conviene prestare la massima attenzione proprio per evitare il pagamento di penali anche molto salate. La soglia massima al di sopra della quale si ha l’addebito nella bolletta di energia elettrica viene stabilita ogni anno da parte dell’Autorità. Ovviamente il discorso relativo all’energia reattiva e alle penali conseguenti non riguarda i clienti domestici bensì solo i clienti di quelle utenze con una potenza impegnata superiore ai 16,5 kW. Visto e considerato che le abitazioni dei clienti domestici hanno in media una potenza standard di 3kW, dovrebbe esserti subito chiaro come il discorso riguardante l’energia reattiva in bolletta coinvolga unicamente i clienti business.

Energia attiva e reattiva: cosa sono?

Abbiamo già accennato al significato di energia reattiva, ovvero una energia che viene assorbita dalle macchine elettriche senza essere realmente impiegata per la produzione di lavoro utile. Spesso tra energia attiva e reattiva potresti rischiare di fare un po' di confusione quindi è bene fare un minimo di chiarezza. L’energia reattiva si scambia di continuo tra carico e generatore ma senza essere mai consumata. Emerge quindi in modo molto chiaro la differenza tra energia attiva e reattiva, si pensi ad esempio che l’energia reattiva viene misurata in kvarh mentre quella attiva in kWh. Quando si parla di kvarh si fa riferimento al var, ovvero il voltampere reattivo, l’unità di misura della potenza reattiva. Per quanto riguarda il consumo dell’energia reattiva viene pagata una penale in quanto, anche se non consumata, dovrà comunque essere trasportata sulla rete nazionale. Questo costo del trasporto di energia elettrica diventa tanto maggiore quanto più l’energia reattiva assorbita risulta essere elevata. L’energia reattiva è collegata allo sfasamento esistente tra tensione e corrente elettrica e serve per il funzionamento dei motori, proprio per questo non può essere mai azzerata. Potrebbe in questo senso interessarti sapere che esiste anche una operazione specifica che serve a ridurre questa energia reattiva e che viene chiamata rifasamento. Se hai un impianto che assorbe troppa energia reattiva allora richiederà decisamente più corrente rispetto a un impianto rifasato. Insomma, l’energia reattiva produce un danno economico e dovrai quindi prestarci la massima attenzione.

Quali sono le penali previste per l’energia reattiva

Il costo energia reattiva a tuo carico è chiaramente ben poco piacevole, ti chiederai dunque se puoi ridurre l’energia reattiva. L’Autorità per energia e gas aggiorna in modo regolare i corrispettivi che dovranno essere pagati per l’energia reattiva. Devi sapere che l’entità delle penali viene calcolata sulla base della percentuale di energia reattiva rispetto all’energia attiva per quanto riguarda le fasce F1 e F2. Una volta che ti è chiara la differenza tra energia attiva e reattiva concentrati sul fatto che negli ultimi anni è stata abbassata la soglia la massima per le penali. Questa non è una buona notizia in quanto in precedenza non avresti dovuto pagare alcun costo energia reattiva in relazione a consumi inferiori al 50% dell’energia attiva.  A partire dal 2016 la soglia sopra la quale si deve affrontare il costo energia reattiva è scesa al 33%. Ovviamente il costo energia reattiva delle penali verrà addebitato solo agli utenti che hanno una potenza superiore a 16,5 kW. Ma come si fa il calcolo dell’energia reattiva? E’ una domanda intelligente per capire come avviene il calcolo dell’energia reattiva in bolletta. Devi sapere che quando la potenza impegnata è molto elevata, il contatore elettronico trifase sarà in grado di misurare il consumo dell’energia attiva e reattiva. Ormai i distributori stanno provvedendo già da anni a sostituire i vecchi contatori con dei nuovi contatori dotati di display che permettono di visualizzare l’energia attiva e reattiva suddivisi in fasce orarie.

Come eliminare l’energia reattiva

Dopo averti detto di più sul costo energia reattiva, a questo punto sarebbe opportuno fornirti delle indicazioni precise su come eliminarla in modo concreto. Per diminuire l’energia reattiva che viene assorbita dall’impianto occorre ridurre il più possibile lo sfasamento tra la tensione e la corrente elettrica. A questo fine si dovrà, come già accennato, ricorrere a una operazione di rifasamento. Per realizzare questa operazione sarà però necessario fare una serie di calcoli tecnici preliminari con l’aiuto di un elettricista. Ma come si fa il rifasamento? Bisogna collegare dei condensatori di rifasamento in parallelo ai carichi così che i condensatori facciano da generatori di potenza reattiva e forniscano l’energia reattiva necessaria in modo che non venga più prelevata dalla rete elettrica. Grazie a questa operazione potrai ridurre l’intensità della corrente circolante e lo sfasamento esistente tra tensione e corrente. Fare l’operazione di rifasamento sul tuo impianto significa che potrai finalmente pagare in bolletta solo l’energia effettivamente utilizzata. Eseguendo il rifasamento potrai godere anche di una netta diminuzione delle perdite di energia per il riscaldamento dei cavi e di un minor riscaldamento del trasformatore.

Ricorda che tutte le apparecchiature che creano dei campi magnetici, pensa solo ai motori o ai trasformatori, per funzionare devono prelevare dalla rete energia attiva e reattiva. Questo significa che il cavo di alimentazione di queste apparecchiature viene impegnato sia da una corrente attiva e unidirezionale, sia una corrente reattiva e bidirezionale che non produce effetti meccanici. Ecco quindi che senza correte reattiva i motori non potrebbero semplicemente funzionare. Purtroppo però i fornitori di energia a causa dell’energia reattiva sono obbligati a sovradimensionare le proprie infrastrutture, e per questo l’energia reattiva in bolletta viene conteggiata in modo rilevante.

Arianna Bessone

Arianna Bessone