Gas subentro: cos'è e come funziona

Gas subentro: cos'è e come funziona

Spesso parlando di forniture energetiche il rischio è quello di confondersi tra diversi termini come allaccio, prima attivazione, voltura o subentro. Si tratta di procedure molto diverse tra loro anche andranno richieste in situazioni ben specifiche. Il gas subentro ad esempio va richiesto solo ed esclusivamente quando ci si trova di fronte a un contatore che è stato disattivato dal precedente inquilino.

Capire cosa vuol dire il subentro luce e gas è quindi il primo passo per riuscire a comprendere effettivamente ciò di cui si ha bisogno. Il subentro del gas avviene quando il contatore viene disattivato a seguito della cessazione di un contratto attivo. A questo punto per riattivare in concreto la fornitura bisognerà riattivare il contratto con una procedura di subentro gas facendone domanda direttamente al fornitore di riferimento. Attenzione a non confondere il gas subentro con la voltura, una procedura che prevede il cambio intestatario in bolletta e presuppone che il contatore risulti attivo.

I fornitori sono tenuti a trasmettere la richiesta di gas subentro al distributore entro due giorni dalla ricezione, poi quest’ultimo dovrà attivare il gas entro 10 giorni lavorativi dal giorno di richiesta di subentro. Qualora dovessero passare 10 giorni senza che il subentro sia avvenuto, il fornitore dovrà corrispondere al cliente un indennizzo di 30€ per i contatori fino alla classe G6. Dopo aver capito cosa vuol dire il subentro luce e gas occorre anche informarsi adeguatamente sui costi amministrativi che variano da un distributore all’altro e devono comunque sempre essere riportati con precisione nel contratto al momento della stipula.

Per gestire nel modo migliore un subentro gas è necessario anche sapere quali documenti servono per richiederlo e quindi verificare la completezza della domanda di attivazione che dovrà comprendere i dati anagrafici dell’intestatario del contratto (codice fiscale, copia carta identità, recapito telefonico, indirizzo email), il codice PDR, la formula di pagamento e i documenti tecnici previsti dalla legge.

In sostanza quindi cosa vuol dire subentro del gas? Significa sottoscrivere un nuovo contratto di fornitura gas con un fornitore e per farlo in modo corretto il consiglio è quello di verificare prima di avere a disposizione tutti i documenti e i dati necessari. I costi amministrativi del subentro gas non sono fissi e variano da un distributore all’altro ma devono essere per legge indicati con precisione nel contratto. E’ anche opportuno ricordarsi che i fornitori potranno aggiungere un costo per la gestione della pratica di subentro solo nel caso si scelga il Mercato libero. Chi vuole mettersi al riparo da brutte sorprese dovrebbe anticipare la richiesta di subentro gas almeno di qualche settimana e magari recuperare i dati tecnici della fornitura chiedendo le ultime bollette al proprietario dell’abitazione.

In sostanza quindi quando si va a vivere in una casa nuova occorre guardare ai contatori. Se il contatore risulta essere disattivato, ma era stato attivo in precedenza, allora bisognerà sempre e comunque chiedere un gas subentro al fornitore. Al contrario, in assenza di contatore, bisognerà richiedere la prima attivazione. Ma a questo punto potrebbe essere interessante capire quanto costa il subentro gas e luce. I costi del gas subentro variano a seconda che ci si trovi nel mercato libero o nel mercato tutelato. I costi amministrativi del gas subentro variano da distributore a distributore e sono comunque sempre indicati con precisione nel contratto. Nel mercato libero invece il fornitore può aggiungere un costo anche per la gestione della pratica. Qualora l’impianto fosse soggetto alla delibera 40/2014, il fornitore potrà addebitare al cliente 40 euro per gli impianti a uso domestico. I documenti utili per richiedere il gas subentro sono svariati, si va dai dati dell’intestatario del contratto (codice fiscale, copia carta di identità, recapito telefonico, indirizzo email) fino all’indirizzo di residenza e al codice PDR che si trova nella bolletta del precedente inquilino. Qualora non fosse possibile trovare una vecchia bolletta allora si potrà prendere il numero matricola che si trova sul contatore.

Per evitare brutte sorprese il consiglio è quello di chiedere il subentro luce e gas con almeno tre settimane di anticipo. Sarà anche una buona idea richiedere al proprietario dell’abitazione le ultime bollette così da recuperare rapidamente i dati tecnici della fornitura che andranno indicati al fornitore.

Come già accennato quando il contatore non è presente non bisognerà chiedere un subentro ma l’allaccio del gas. Dopo aver effettuato il collegamento, viene installato anche il contatore con tanto di codice PDR. Viceversa, quando il contatore è presente ma non ha mai erogato gas in precedenza allora bisognerà richiedere la prima attivazione. La prima attivazione avviene sempre a seguito dell’allaccio gas e si tratta di una operazione del tutto diversa dal gas subentro. L’unica operazione che si potrà richiedere su un contatore gas che risulta attivo è quello della voltura. Se ci fossero poi alcuni dubbi si potrà contattare in qualsiasi momento il servizio clienti del fornitore per richiedere subito maggiori informazioni.

Arianna Bessone

Arianna Bessone