Il problema dello stand-by degli elettrodomestici: sconfiggiamolo

Il problema dello stand-by degli elettrodomestici: sconfiggiamolo

Si torna a casa dall’ufficio, si cena e dopo, per rilassarsi, ci si distende sul divano a guardare un po’ di tv. Magari c’è un programma interessante e si decide di registrarlo, quindi si attiva il videoregistratore e, perché no, magari nelle pause pubblicitarie si accende anche il pc (attaccandolo all’alimentazione per non far scaricare la batteria) per navigare sui social o controllare la posta elettronica.

Tutto queste attività, se sono seguite dall’operazione di spegnimento, una volta terminate, non solo dell’apparecchio (sia esso la tv, il videoregistratore, il decoder e il pc) ma anche della antipatica lucina rossa che determina lo stato di stand-by, allora non comporteranno alcun aumento sulla bolletta, mentre se quest’ultima operazione non viene effettuata i consumi saliranno.

Spesso non ci si presta proprio attenzione, non per particolari motivi bensì anche solo per semplice stanchezza e/o disattenzione, quindi una volta terminata l’attività con l’apparecchio elettronico si lascia in stand-by e, sia che esso sia un pc, una tv, un decoder, un videoregistratore o quant’altro, ciò determinerà un aumento di consumo e, di conseguenza, di spesa sulla bolletta.

Per risparmiare occorre ridurre i consumi e, per farlo, bisogna prestare attenzione a come e quanto si utilizzano gli elettrodomestici e ricordarsi di spegnere la lucina rossa quando si smette di utilizzarli. Lo stato di stand-by non fa risparmiare ma, anzi, fa spendere di più, quindi se si inizia a prestare attenzione si riscontrerà una diminuzione dei costi in bolletta notevole.

Con alcune piccole accortezze, come ad esempio ricordandosi di spegnere gli elettrodomestici, senza lasciarli in stand-by per molte ore di seguito, sarà possibile risparmiare quasi il 15% del kWh e risparmiare tra i 10 e i 40 € l’anno sulla bolletta.

Arianna Bessone

Arianna Bessone