Conguaglio riscaldamento: quando arriva e come fare il calcolo

In Luce e gas
Conguaglio riscaldamento

Tutti coloro che vivono in un appartamento in condominio sanno molto bene che, a cavallo della fine e dell’inizio dell’anno, arriva tipicamente il conguaglio riscaldamento con tanto di conteggio dei residui annuali che restano da pagare. Quello che molti ignorano è che soprattutto chi si trova in affitto potrebbe contestare alcune voci che spetterebbero, in realtà, al proprietario dell’immobile.

Quando la fine dell’anno si avvicina gli amministratori di condominio devono approvare il bilancio condominiale e verificare ogni eventuale differenza tra bilancio previsionale e quello effettivo da rimborsare o da richiedere ai condomini. E’ il caso del conguaglio riscaldamento, una operazione molto importante che restituisce denaro nel caso si fosse pagato di più o notifica un debito qualora ci fossero delle somme da versare per le spese delle parti comuni del condominio. Cerchiamo dunque di capire qualcosa in più sul conguaglio riscaldamento del condominio.

Conguaglio riscaldamento centralizzato: cosa sapere

Il conguaglio altro non è che un conteggio finale nel quale l’amministratore provvede ad analizzare consumi, spese, quote versate e dovute e anche eventuali extra da addebitare.

Così facendo sarà possibile appurare se vi sono delle disparità. In generale comunque tutti i costi generali del condominio, tra cui le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di riscaldamento, vanno ripartiti tra i vari condomini secondo una logica di quote stabilite in base al valore della proprietà: i millesimi.

Il conguaglio riscaldamento finale serve a colmare eventuali errori in difetto o in eccesso nelle previsioni. Infatti le quote che ogni condomino paga ogni mese sono in forma previsionale e il calcolo conguaglio riscaldamento allinea poi queste quote stimate ai consumi reali. Fin qui il discorso relativo al conguaglio riscaldamento è abbastanza lineare, ma come comportarsi in caso di case in affitto?

Conguaglio riscaldamento in affitto: come comportarsi

Ma come bisogna comportarsi quando si è in affitto? A chi spetta in questo caso pagare la bolletta di conguaglio riscaldamento? L’affittuario sarà tenuto a pagare la maggior parte delle spese condominiali come quelle di portierato, di pulizia delle scale o delle parti comuni, manutenzione dell’ascensore e utenze condominiali.

In questo caso stiamo semplicemente parlando di quelle che sono anche note come spese ordinarie. Tali spese ordinarie sono sempre da considerarsi a carico degli inquilini, ovvero coloro che fruiscono ogni giorno di tali servizi. Viceversa le cosiddette spese straordinarie sono a esclusivo carico del proprietario dell’appartamento. Tali spese straordinarie sono, ad esempio, interventi sulla facciata del palazzo, interventi di rifacimento impianti o altre spese correlate al valore dell’abitazione.

Se ci si trova in affitto potrebbe capitare che, dopo aver lasciato l’appartamento a contratto scaduto, l’ex locatario richieda il rimborso del conguaglio condominiale. In questo caso il consiglio è quello di verificare che il dovuto riguardi unicamente il periodo nel quale si viveva effettivamente nell’immobile.

Conguaglio riscaldamento quando

Quando parliamo di riscaldamento parliamo di una delle voci di spesa più rilevanti. Se parliamo di riscaldamento centralizzato il consiglio è quello di installare un contabilizzatore che consenta di ripartire parte delle spese sulla base di consumi effettivamente registrati per ogni unità immobiliare e non in base ai millesimi di riscaldamento.

Così facendo sarà possibile incentivare l’uso responsabile e l’iniziativa dei singoli dal punto di vista del risparmio e dell’efficientamento energetico degli immobili. Si consideri anche che nel 1993 con il D.P.R. 412/1993 è stata introdotta una suddivisione dei comuni italiani in sei fasce climatiche con tanto di limiti di orario ben precisi che normano il funzionamento delle caldaie condominiali a riscaldamento centralizzato. Si consideri comunque che questi limiti orari non si possono applicare negli impianti condominiali con termoregolatori e contabilizzazione del calore.

Secondo le norme vigenti il condominio si deve dotare di una tabella millesimale per la ripartizione delle spese di riscaldamento. A seguito dell’installazione di termovalvole e ripartitori, l’amministratore dovrà ripartire le spese di riscaldamento non in millesimi di proprietà ma con il metodo dei consumi effettivi sulla base della lettura dei ripartitori. Dovrà quindi essere fatta una lettura entro la chiusura dell’Esercizio e prima dell’approvazione del bilancio consuntivo condominiale con tanto di relativo conguaglio di spesa tra consumi stimati e reali.

Calcolo conguaglio riscaldamento: come avviene

Se parliamo dell’aspetto prettamente tecnico la contabilizzazione del conguaglio riscaldamento può avvenire in modo diretto utilizzando un rilevatore a due sensori che dovrà essere posizionato fuori dall’unità immobiliare.

Potrà avvenire anche in modo indiretto installando su ogni corpo scaldante un ripartitore per costi di riscaldamento con tanto di codice identificativo, blocco meccanico e rilevazione elettronica di manomissioni. Tale ripartitore potrà essere a sensore singolo e misurare solo la temperatura del corpo scaldante, oppure doppio e misurare anche la temperatura ambiente. L’assemblea condominiale potrebbe anche deliberare di adottare delle valvole termostatiche con temperatura massima inferiore a quella consentita per legge.

I consumi potranno essere totalizzati mediante collegamento wireless dei ripartitori a totalizzatori che vanno posizionati ai singoli piani del condominio (o dopo lettura annuale). In questo caso l’amministratore di condominio a fine anno procederà poi a ripartire la spesa.

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