Cos'è il corrispettivo cmor?

In Luce e gas
corrispettivo cmor

Il corrispettivo cmor è un indennizzo che è stato introdotto dall’Arera e che garantisce alle società di vendita energetiche di luce e gas il recupero dei crediti non riscossi. Lo fa mediante un sistema di indennizzo che prevede l’addebito in bolletta da parte del nuovo gestore.

Si applica in sostanza quando un cliente finale del mercato libero decide di passare a un nuovo fornitore di energia ma ha una morosità pregressa nei confronti del suo vecchio fornitore. Ecco perché si sente spesso parlare di corrispettivo cmor luce o corrispettivo cmor gas. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire che cos’è il corrispettivo cmor e come funziona.

Corrispettivo cmor: cosa sapere

Il pagamento del corrispettivo cmor andrà effettuato entro la scadenza prevista altrimenti si rischia la sospensione della fornitura per morosità. Il mancato pagamento del corrispettivo cmor impone infatti al nuovo fornitore il distacco della fornitura a prescindere dal fatto che le sue fratture risultino pagate tutte correttamente. Il corrispettivo cmor va visto in sostanza come una forma di indennizzo che viene riconosciuta al gestore uscente ma che comunque non copre per intero il contenzioso lasciato.

In questo caso verranno calcolati ben due mesi di erogazione della fornitura più il corrispettivo cmor. In alcuni casi potrebbe capitare che il corrispettivo sia erroneamente addebitato poiché già saldato dal cliente o come conseguenza di un falso contratto.

Chi volesse contestare il corrispettivo cmor dovrebbe presentare al proprio fornitore un reclamo scritto con una modalità che consenta di attestare l’avvenuto ricevimento, e quindi una Pec o una raccomandata A/R. Potremo anche presentarci presso lo sportello con rilascio di ricevuto o inviare un fax con lo stampo di data e ora di invio di avvenuta ricezione. Dovremo poi attendere la risposta del fornitore che dovrà avvenire entro 40 giorni dalla data di invio del reclamo scritto.

Cos’è il corrispettivo cmor: tutto quello che c’è da sapere

Per ricevere il corrispettivo cmor (Corrispettivo morosità energia elettrica e gas) il fornitore dovrà rispettare diverse condizioni. Per prima cosa la richiesta dovrà essere inviata in un periodo compreso tra 6 e 12 mesi dalla data di cambio gestore. Il termine potrebbe subire variazioni a seconda del fornitore e della complessità della situazione di morosità.

Dobbiamo anche aggiungere che la morosità deve riguardare clienti alimentati a bassa tensione. Inoltre dovrà essere consegnata al cliente la dichiarazione di morosità e il debito pregresso dovrà risultare non saldato. Il calcolo della morosità non dovrà tener conto di malfunzionamenti del contatore e l’addebito del corrispettivo cmor dovrà essere pari a non meno di 10 euro. Il corrispettivo cmor viene direttamente addebitato all’interno della bolletta.

Solitamente possiamo consultarlo anche nella sezione “altre voci comprese nella bolletta elettrica”. In questa sezione potremo trovare le perdite rete, gli oneri generali e anche una dicitura che recita “le viene addebitato per conto di un Suo precedente venditore il corrispettivo cmor, a titolo di indennizzo, per il mancato pagamento di una o più bollette”.

Corrispettivo cmor e leggi di riferimento

Andando nei dettagli possiamo dire che il corrispettivo cmor è stato introdotto ufficialmente dall’Arera con la Delibera ARG/elt 191/09 poi integrata nella Deliberazione 30 novembre 2010 – ARG/elt 219/10. Questa misura è stata poi abolita dal Tar della Lombardia che aveva provveduto ad annullare l’intera delibera. E’ stata poi reintrodotta per limitare il fenomeno in continuo aumento della morosità degli utenti.

Le ragioni che hanno motivato l’emanazione di questo provvedimento erano in sostanza di evitare quello che viene chiamato come “turismo energetico”, ovvero una pratica adottata da alcuni utenti morosi consistente nel cambiare continuamente gestore per impedire al vecchio fornitore di recuperare il credito dovuto. Il corrispettivo cmor risponde quindi a un principio fondamentale: i consumi vanno sempre pagati. Per questo motivo da quando c’è il corrispettivo cmor è diventato impossibile cambiare continuamente fornitore per annullare i pagamenti pendenti.

Corrispettivo cmor e reclami

In alcuni casi potrebbe anche capitare che, a seguito di un cambio fornitore, venga richiesto il pagamento del corrispettivo cmor anche se avevamo già pagato le vecchie bollette. In questi casi, e quando ad esempio viene richiesto un pagamento eccessivo e immotivato, potremo rivolgerci allo Sportello del consumatore oppure inviare un reclamo scritto al nostro vecchio fornitore.

Il reclamo che dovremo inviare al vecchio fornitore deve contenere la documentazione che attesti tutti i pagamenti effettuati e la ricezione del corrispettivo cmor. Il fornitore dovrà poi anche rispondere entro 40 giorni lavorativi alla data dell’invio.

Il corrispettivo cmor è l’acronimo di corrispettivo di morosità ed è quindi il debito che la persona o azienda ha lasciato al precedentemente fornitore di energia o gas e che il fornitore avrà pieno diritto di richiedere all’attuale fornitore che eroga il servizio a tale utente finale.

L’attuale compagnia è anche obbligata a pagare questo importo al vecchio fornitore e lo addebita al cliente nella prima fattura utile. Ricordiamo comunque che il corrispettivo cmor può essere addebitato solo dopo 6 mesi che il cliente è stato sollecitato dal vecchio fornitore senza aver pagato.

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