Energy Cap: cos’è e come funziona il tetto ai prezzi energia

In Luce e gas

Di questi tempi è abbastanza consueto doversi confrontare con una realtà che vede i prezzi dell’energia schizzare sempre più verso l’alto. Il cosiddetto Energy cap o tetto sui prezzi dell’energia è uno degli strumenti che possono essere messi in campo al fine di ridurre il caro bollette. La congiuntura economica è peggiorata anche per via del conflitto militare in Ucraina e tutto lascia pensare che i prezzi dell’energia aumenteranno ancora in un futuro prossimo.

L’esigenza di adottare un energy cap diventa pressante visto che i prezzi di luce e gas hanno ormai raggiunto livelli altissimi se confrontati solo a quelli di pochi mesi fa. Da qui l’esigenza di pianificare un intervento statale per un pacchetto energia finalizzato a limitare per quanto possibile l’aumento delle bollette energetiche per i cittadini.

Solo per far capire di che tipo di rialzo stiamo parlando si pensi che il prezzo dell’energia è oggi fino a 4 volte maggiore rispetto solo a 12mesi fa. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire in che cosa consisterebbe questo tetto sui prezzi dell’energia.

Energy cap: che cos’è e come funziona

Una delle strategie che il governo potrebbe decidere di mettere in campo per venire incontro alle esigenze dei cittadini che devono affrontare il rialzo dei prezzi energetici è, come abbiamo visto, adottare l’energy cap.

Si tratta in sostanza di un tetto massimo sui prezzi energetici che potrebbe essere imposto dal Governo per impedire ai diversi fornitori luce e gas di aumentare ancora di più il prezzo facendo quella che potremmo chiamare senza problemi come speculazione. Questo energy cap potrebbe portare a un avvicinamento dei prezzi del mercato libero con quelli del mercato tutelato che sono fissati da Arera.

Una misura come l’energy cap dunque coinvolgerebbe unicamente i clienti del mercato libero e non quelli del mercato tutelato. Ricordiamo altresì che nel mercato tutelato le tariffe vengono aggiornati ogni tre mesi dall’Arera ma che, a partire dal 2024, non esisterà più. L’esigenza di un energy cap è sottolineata dall’aumento verticale dei prezzi. Si pensi che il costo in kWh dell’energia è aumentato per il mercato tutelato da 0,35485 euro/kWh fino a 0,07325 euro/kWh.

Per realizzare questo energy cap il governo italiano dovrà reperire alcune risorse e sono già stati stanziati ben 16 miliardi di euro tramite il taglio dell’Iva sul gas al 5%, l’azzeramento degli oneri di sistemi, i rafforzamenti dei sussidi energetici e il credito di imposta su spesa bolletta luce e gas. Spagna e Portogallo invece sono riusciti a fare qualcosa di concreto per l’energy cap ottenendo dalla Commissione Europea un accordo che consenta di porre un limite al prezzo del gas e all’energia elettrica prodotta tramite il gas.

Al momento comunque Spagna e Portogallo sono anche gli unici due paesi europei che sono riusciti ad adottare lo strumento dell’energy cap per fronteggiare le conseguenze dell’aumento delle bollette per via della guerra in Ucraina. Ne consegue che portoghesi e spagnoli potranno contare su un consistente taglio del costo della bolletta pari anche al 40% in meno.

Energy Cap: quali sono gli scenari futuri

Alla luce della congiuntura economica internazionale è quindi del tutto normale che il tema dell’energy cap sia diventato di attualità in tutta Europa. L’introduzione di un tetto sui prezzi dell'energia è quindi sul tavolo del Consiglio Europeo ma al momento ancora non è operativo. In Italia comunque l’energy cap potrebbe essere una soluzione concreta visto che il nostro Paese, nel futuro prossimo, dovrà trovare fondi per limitare la crescita dei prezzi.

Ai 16 miliardi già stanziati dal governo dovrebbero essere anche aggiunti almeno 5 miliardi di euro presi dai residui di bilancio. Questi 5 miliardi di euro comunque potrebbero non essere sufficienti per fare fronte a un energy cap. Insomma, visto e considerato che l’aumento dei prezzi dell’energia non accenna a diminuire ecco che i governi europei dovrebbero seriamente prendere in considerazione delle misure volte a contrastare l’indiscriminato aumento dei prezzi.

Ricordiamo anche che il mercato all’ingrosso di energia elettrica nell’Ue è basato su un sistema che possiamo definire di prezzo marginale. I diversi produttori quindi ottengono lo stesso prezzo per l’elettricità che forniscono in quel dato momento e i produttori fanno delle offerte sul mercato stabilendo i prezzi in base al costo di produzione.

Dobbiamo anche dire che le fonti di energia rinnovabile sono tutte a costo zero e sono quindi sempre più economiche. In Spagna il governo ha convinto il Consiglio europeo a riconoscere una specificità per la penisola iberica, ovvero quella di essere sostanzialmente scollegata e indipendente dal resto d’Europa (meno del 3% di interconnessione).

Di conseguenza un intervento sul mercato dell’energia spagnolo è stato accettato in quanto non avrebbe comportato delle distorsioni anche nel resto dell’Ue. Madrid e Lisbona, nello specifico, hanno proposto un energy cap di 30 euro megawattora e il negoziato ha portato a un accordo per 12 mesi con un prezzo medio del gas di 40 euro/megawattora che si stabilizzerà sui 50 euro in media.

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