Importazioni gas Italia: quantità e provenienza

In Luce e gas

Al giorno d’oggi si fa un gran parlare di importazioni gas Italia anche per via degli stravolgimenti geopolitici che stanno rendendo sempre più difficile l’importazione di gas dalla Russia. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire quanto gas naturale importa l’Italia e anche perchè l'Italia importa gas da altri paesi e non investe piuttosto sulla produzione nazionale.

Cominciamo comunque con il dire che il gas arriva in Italia mediante gasdotti o mediante le navi. Un esempio è il gasdotto Transmed di circa 2000 chilometri che parte dall’Algeria per raggiungere la Tunisia e l’impianto siciliano di Mazara del Vallo. Le importazioni gas Italia, come vedremo, riguardano anche la Libia da dove arriva mediante 520 chilometri di tubature di Greenstream fino all’impianto di Gela, in Sicilia.

Gas importato Italia: qual è la situazione

Le importazioni gas Italia arrivano da diversi paesi esteri tra cui la Russia e l’Azerbaijan. Ad esempio per far arrivare le importazioni gas Italia dall’Azerbaijan ci vogliono ben tre gasdotti come il Scp (South Caucasus Pipeline) di 692 chilometri che collega Baku con la Turchia. Abbiamo poi anche il Tanap, Trans Anatolian Pipeline, un gasdotto che trasporta il gas per 1840 chilometri portandolo fino in Grecia. Per tracciare un quadro quanto più possibile preciso delle importazioni gas Italia dobbiamo anche dire che dalla Grecia parte il Tap, Trans Adriatic Pipeline, un gasdotto di 878 chilometri che trasporta il gas fino alla Puglia.

Infine abbiamo anche il Transitgas che parte dal Nord Europa e si collega alla rete nazionale gas in Piemonte. Le importazioni gas Italia riguardano soprattutto le navi con il gas che viene raffreddato a -162° così da diventare liquido. In questo caso si parla di Gnl, gas naturale liquefatto, che potrà essere stoccato e poi trasportato via mare. Attenzione però in quanto il Gnl per essere utilizzato dovrà essere rigassificato. Per via degli attriti con la Russia e con il rischio dell’interruzione delle importazioni gas Italia da questo paese, si fa ora un gran parlare dell’uso del Gnl. Abbiamo in questo senso ben tre impianti che sono quello di Panigaglia vicino a La Spezia, quello di Livorno e di Rovigo.

Nel caso del Gnl il gas naturale viene liquefatto in quanto, così facendo, il suo volume si riduce anche di 600 volte rendendo così molto conveniente il trasporto via mare ai paesi che non sono direttamente collegati con i metanodotti. Inoltre il gas allo stato liquido potrà essere stoccato nelle navi metaniere molto più facilmente e poi trasportato anche per migliaia di chilometri. Una volta poi arrivato a destinazione, questo gas dovrà essere riportato in forma gassosa con appositi impianti così da essere reso disponibile per il consumo tradizionale.

Ecco chi rifornisce l’Italia di gas

Ma esattamente da chi arrivano le importazioni gas Italia? L’Italia importa gas soprattutto da Mosca con il 38,2%, dall’Algeria al 27,8%, dall’Azerbaijan al 9,5%, dalla Libia al 4,2% e per l 2,9% dal Nord Europa. Invece il 13,1% del gas consumato arriva sottoforma di Gnl soprattutto dal Qatar. Ovviamente a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia a fine febbraio 2022 le cose sono cambiate e oggi Italia ed Europa considerano seriamente di interrompere le importazioni gas dalla Russia.

Per comprendere il peso delle importazioni gas Italia dobbiamo considerare che nel 2021 circa l’89% del consumo interno lordo dipendeva proprio dalle importazioni. Abbiamo avuto un aumento di quasi il 7% rispetto all’anno precedente con un aumento consistente delle importazioni gas Italia dall’Algeria.

Importazioni gas Italia: il ruolo del TAP

L’Italia viene sempre più vista come una sorta di snodo di transito per il gas che giunge dall’Algeria e dal gasdotto cosiddetto TAP. Questo gasdotto è stato terminato nel 2020 e serve a collegare la Puglia con l’Azerbaijan. Mediante questo gasdotto arrivano in Italia 5,6 miliardi di metri cubi di gas naturale, ovvero una quantità che più del doppio della produzione nazionale. IL TAP riveste quindi per l’Italia un’importanza strategica soprattutto dal punto di vista energetico.

Il TAP riveste per l’Italia una grande importanza strategica dal punto di vista energetico. In questo momento l’UE sta anche lavorando a un altro gasdotto, l’EastMed, ovvero un gasdotto che deve collegare la rete europea ai giacimenti di gas offshore di Cipro, Israele ed Egitto. Quest’ultimo gasdotto potrebbe essere la svolta per quanto riguarda le importazioni gas Italia in quanto consentirebbe di bypassare la Russia. I lavori dell’EastMed dovrebbero però terminare solamente nel 2027 così come quelli del gasdotto Poseidon che dovrà attaccare la Grecia all’Italia.

Il gas fornisce servizi di diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e favorisce quindi anche la decarbonizzazione e lo sviluppo di gas rinnovabili come l’idrogeno. Parlando di importazioni gas Italia dobbiamo dire che il gas è al primo posto tra le fonti energetiche del Paese e copre il 35% dei consumi di energia primaria. Nel 2021 l’Italia ha importato qualcosa come 72.728 milioni di metri cubi di gas naturale, che oggi ricopre circa il 40% del fabbisogno energetico italiano.

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