Prezzo gas russo: quanto costa la sua distribuzione?

In Luce e gas

Al giorno d’oggi è lecito domandarsi lo stato dell’arte delle importazioni di gas russo in Italia e in Europa anche per capire come fare per percorrere delle alternative a medio e lungo termine. Anche per questo cercheremo di capire a quanto ammonta il prezzo gas russo per comprendere anche meglio quanto sia importante il flusso di cassa che dall’Europa raggiunge Mosca per quanto riguarda le forniture energetiche.

Secondo una serie di dati della Banca Mondiale la Russia guadagna dall’Europa qualcosa come 100 milioni di euro al giorno per le esportazioni di gas. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire in modo dettagliato quanto costa gas russo e anche quali sono le prospettive a medio e lungo termine parlando di andamento del prezzo gas russo anche sulla base degli scenari internazionali.

Gas naturale Russia costo: il ruolo di Gazprom

Se parliamo di Russia gas naturale costo di distribuzione dobbiamo prendere in esame diversi aspetto. Se parliamo del periodo che va dal 2010 al 2014, ad esempio, la Germania è il paese che ha potuto godere del prezzo gas russo più basso in assoluto. Nel 2010 infatti Berlino acquistava gas da Gazprom a 270 dollari per ogni milione di metri cubi, molto meno rispetto ai 331 dollari richiesti all’Italia e dei 306 dollari richiesti alla Francia.

Con il passare del tempo il prezzo gas russo è cambiato e infatti nel 2011 è stata la Slovacchia a godere del prezzo migliore, 333 dollari per ogni milione di metri cubi, seguita a ruota da altri paesi dell’Europa dell’Est come Bulgaria e Romania. Non solo, nel 2013 le cose sono cambiate di nuovo per quanto riguarda il prezzo gas russo con la Germania che è tornata in testa con 366 dollari per poi cedere il posto ancora alla Slovacchia nel 2014 con 308 dollari per ogni milione di metri cubi gas. Nel complesso possiamo dire che i paesi dell’Europa centrale e orientale hanno pagato il gas della Russia un media molto di più rispetto a quanto hanno pagato i paesi dell’Europa occidentale.

Nel caso della Polonia, ad esempio, il prezzo gas russo si aggirava sul 10% in media in più. I paesi dell’Europa dell’Est del resto dispongono di una struttura di approvvigionamento energetico meno diversificata rispetto ai paesi dell’Europa occidentale, questo fa sì che Gazprom chieda in media un prezzo gas russo maggiore ai paesi come l’Italia che sono molto più dipendenti alle forniture russe.

Prezzo gas russo ed Europa: gli scenari

Fin qui abbiamo parlato a grandi linee del prezzo gas russo negli anni precedenti. Oggi è indubbio che la guerra in Ucraina abbia modificato gli scenari in modo netto e probabilmente senza ritorno. Ciò ha costretto e sta costringendo i paesi europei a cercare delle alternative anche più onerose rispetto al prezzo gas russo. Del resto l’Italia ottiene il 45% del suo fabbisogno di gas dalla Russia (49% per la Germania).

Solo per fare un esempio ci sono paesi come la Bosnia, la Nord Macedonia e la Moldavia che importano da Mosca il 100% delle proprie necessità di gas. Attualmente dunque il governo italiano si impegna a differenziare la provenienza e a sostituire il gas russo con quello di altri paesi come Algeria o Azerbaijan. Se la Russia dovesse interrompere le forniture di gas naturale attraverso il gasdotto Nord Stream 1, lo scenario potrebbe cambiare radicalmente costringendo i paesi europei a trovare delle alternative visto che, tramite questo gasdotto, raggiungono la Germania qualcosa come 60 miliardi di metri cubi di gas all’anno

Prezzo gas russo: la situazione in Italia

L’andamento del prezzo gas russo è del resto diventato evidente da diverso tempo per via della forte domanda di gas derivata dalla ripresa delle attività produttive a seguito del miglioramento della pandemia. Ad esempio si è assistito a un forte aumento della domanda dall’Asia per gas liquefatto che ha influito sulla disponibilità di gas in Europa.

Il governo italiano ha comunque detto di voler lavorare sulle riserve di gas in modo da arrivare preparati alla stagione fredda con almeno 90% di rifornimento. Le questioni geopolitiche non solo rischiano di veder aumentare il prezzo gas russo ma anche di vedere una interruzione dell’erogazione di gas proveniente dalla Russia.

Sulla base di un recente studio di Confindustria solo nel 2022 le imprese italiane potrebbero spendere almeno 37 miliardi di euro per l’energia a fronte degli 8 miliardi del 2018 e dei 20 miliardi del 2020. In Italia il gas naturale viene impiegato per produrre qualcosa come il 40% dell’energia elettrica e quindi un netto aumento del prezzo avrebbe un riflesso diretto tanto per le aziende, quanto per le famiglie.

Del resto solo nel 2021 l’Italia ha importato da Mosca ben il 38,2% del gas che consuma, ovvero 29,07 miliardi di metri cubi di gas naturale. Nel 2012 la percentuale si assestava sul 30% ma già tre anni dopo, nel 2015, era arrivata al 44%.

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