Cosa significa spesa per la materia energia?

In Luce e gas
spesa per la materia energia

La spesa per la materia energia è un concetto importante da comprendere se si vuole riuscire a orientarsi con la bolletta energetica. Nel 2018 è stata introdotta per legge la bolletta 2.0 e questo ha comportato per gli utenti finali una ulteriore fonte di confusione. Per evitare brutte sorprese comunque gli utenti devono capire esattamente gli importi pagati in fattura. La spesa per la materia energia è formata da diversi costi tra cui il principale è quello che abbiamo stabilito al momento della sottoscrizione del contratto con il fornitore energetico per ogni KwH consumato. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire meglio che cos’è la spesa per la materia energia e anche da che costi è composta.

Spesa per la materia energia cosa significa

La bolletta della luce è composta approssimativamente per il 65% da tasse. Gli organi competenti in fatti ogni tre mesi possono variare tassi e accise. Per spesa per la materia energia intendiamo quel costo presente in tutte le bollette della luce che comprende il costo della materia energia al KwH e altre voci: PCV, Oneri di Sbilanciamento, Perdite di Rete e Dispacciamento. Possiamo dunque dire che la somma di queste voci forma la voce nella bolletta elettrica chiamata “Spesa per la materia energia”. Andando nel dettaglio la spesa per la materia energia è composta dal costo della materia energia al KwH, dal PCV (prezzo commercializzazione vendita), dagli oneri di sbilanciamento, dal dispacciamento e dalle perdite di rete. La stragrande maggioranza delle bollette racchiude tutte queste voci che abbiamo visto nella voce spesa per la materia energia, di conseguenza potrebbe essere difficile comprendere esattamente che cosa si sta pagando e per quale motivo. Su alcune di queste voci possiamo realizzare un risparmio mentre su altri no. Le perdite di rete e il dispacciamento ad esempio vengono decisi ogni tre mesi dall’ARERA, di conseguenza il cliente finale non potrà fare nulla per abbassare i costi di queste voci.

Costo medio unitario della spesa per la materia energia

Quando parliamo di costo medio unitario della spesa per la materia energia intendiamo il valore espresso in euro/kWh ottenuto dal rapporto tra l’importo della “Spesa per la materia energia” nella bolletta della luce e la quantità di energia elettrica fatturata nel periodo di riferimento. Possiamo anche dire che il costo medio unitario materia energia sia uguale alla spesa per la materia energia/energia consumata. Il valore del costo medio unitario della materia energia permette ai clienti finali di farsi un’idea di massima delle spese da affrontare per rifornirsi di energia elettrica. Tale informazione è però comprensiva anche delle spese aggiuntive che il venditore dovrà sostenere per erogare la fornitura agli utenti. Il dato non corrisponde al prezzo per chilowatt in quanto questo dato si riferisce unicamente alla sola componente della spesa per la materia energia dovuta per l’acquisto della corrente elettrica all’ingrosso. Attenzione poi a non confondere il costo medio unitario della materia energia con il costo medio unitario in bolletta che si calcola con il rapporto tra l’intero importo della bolletta luce e il consumo del periodo corrispondente. Il costo medio unitario della materia energia non comprende i costi di dispacciamento, gli oneri di sistema e tutte le accise applicate che potrebbero far aumentare anche in modo netto l’importo finale delle bollette luce. Dividendo la spesa per la materia energia per la quantità di energia elettrica in bolletta otterremo un valore prezioso che andrà considerato assieme a tutti gli altri elementi che formano il costo medio della bolletta.

Spesa per la materia energia: come possiamo abbatterla

Quasi tutti i fornitori quando si parla di spesa per la materia energia cercano di giocare soprattutto sulla prima voce, ovvero quella del prezzo dell’energia al Kwh. Abbiamo poi il PCV, una voce questa che ammonta per i privati intorno ai 65,43 euro all’anno e a 124,70 euro per i contatori aziendali. I cosiddetti oneri di sbilanciamento sono un costo che incide sul costo della spesa per la materia energia e anche sul costo dell’energia al Kwh. In sostanza la spesa per la materia energia è composta dagli importi fatturati relativamente alle diverse attività svolte dal venditore per fornire energia elettrica al cliente finale: acquisto energia, dispacciamento e commercializzazione al dettaglio. Se parliamo del Servizio di Maggior Tutela, che comunque andrà a cennare nel 2023, è l’Autorità a stabilire ogni tre mesi il prezzo della componente energia tenendo conto dell’andamento del mercato energetico. Se parliamo invece di mercato libero, i costi relativi alla materia priva vengono decisi dalla società di vendita e sono specificati nel contratto di fornitura. Anche per questo i diversi fornitori si danno battaglia proprio sulla spesa per la materia energia cercando di proporre tariffe molto vantaggiose. In ogni caso le diverse quote che compongono la spesa per la materia energia dal 2021 devono essere indicate chiaramente nella nuova Scheda Sintetica. Il prezzo di dispacciamento comunque viene applicato tanto ai clienti del mercato tutelato, quanto a quelli del mercato libero. La parte fissa verrà addebitata al cliente, quindi, indipendentemente dai consumi.

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