Zone climatiche Italia: riscaldamento e bollette

In Luce e gas

Parlando di energia si sente spesso parlare di zone climatiche Italia. Che cosa vuol dire esattamente? In Italia abbiamo ben 6 zone climatiche e per fascia climatica intendiamo una porzione ben precisa di territorio che condivide uguali caratteristiche climatiche. La differenziazione del territorio italiano in diverse zone climatiche influenza direttamente la bolletta gas.

Ne consegue che, sulla base della tabella zona climatica Italia, una famiglia di Torino o Milano avrà una spesa differente rispetto a una famiglia analoga che si trova a Palermo o Napoli. Ma quali sono esattamente le zone climatiche Italia? Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire quali sono e come influenzano le nostre bollette.

Zone climatiche Italia bollette

Con il D.P.R. n.412 del 26 agosto 1993 è stata introdotta ufficialmente la classificazione climatica dell’Italia. Le zone climatiche Italia sono sei e sono state così suddivise in funzione dei gradi giorno. Di che si tratta? Del clima medio del comune indipendentemente dal luogo geografico. Per gradi giorno dunque intendiamo la somma della differenza tra temperatura dell’ambiente interno e la temperatura media esterna giornaliera.

Tanto più i gradi giorni saranno elevati, quanto più la temperatura di quel luogo sarà rigida. L’obiettivo delle zone climatiche Italia riscaldamento era quello di ottimizzare i consumi per non emettere troppa anidride carbonica nell’atmosfera e non avere delle bollette energetiche troppo salate a fine mese.

L’identificazione delle zone climatiche Italia rientra quindi in un progetto più ampio mirante a migliorare la nostra efficienza energetica. Come molti già sanno infatti per ridurre l’impatto ambientale è molto importante seguire tutte le indicazioni sul corretto utilizzo del riscaldamento.

Zone climatiche Italia: cosa sapere

Andando nel dettaglio alla fascia climatica A corrisponde un periodo di accensione di riscaldamento che va dal 1° dicembre al 15 marzo con 6 ore di riscaldamento al giorno consentite. Con la fascia climatica B che va dal 1° dicembre al 31 marzo invece si potrà tenere il riscaldamento acceso solo 8 ore al giorno.

Le ore di accensione diventano 10 con la fascia C che va dal 15 novembre al 31 marzo e 12 ore con la fascia D dal 1° novembre al 15 aprile. Sono poi previste 14 ore di accensione di riscaldamento al giorno per la fascia E che va dal 15 ottobre al 15 aprile e nessuna limitazione per la fascia F.

Come si può facilmente capire quindi la zona A comprende le zone con il clima più caldo mentre la zona F include le zone con il clima più freddo. Alla zona A infatti appartengono quei comuni che hanno gradi-giorno inferiori a 600 mentre alla zona F abbiamo tutti i comuni con gradi-giorno superiori a 3000.

Zone climatiche Italia ed efficienza energetica

Identificare le zone climatiche Italia rientra in un progetto più ampio mirante, come abbiamo già detto, a migliorare l’efficienza energetica. Tra gli accorgimenti richiesti per migliorare l’efficienza della casa comunque abbiamo anche alcuni comportamenti da tenere come non accendere le luci quando fuori è ancora chiaro o non lasciar scorrere l’acqua dal rubinetto senza motivo.

Sarebbe poi buona norma anche verificare il certificato Ape della nuova casa per controllarne l’efficienza energetica prima di decidere il trasferimento. Per migliorare l’efficientamento energetico comunque ci sono anche altre tipologie di interventi come la sostituzione di porte e infissi o l’installazione di un cappotto termico più efficace.

Si potranno ottenere ottimi risultati anche prevedendo un sistema di domotica che ci consenta di controllare tutto da remoto.

Tabella zona climatica Italia

Nella tabella zona climatica Italia, che è ordinata per ragioni e province, sono riportate per ogni comune tutta una serie di dati molto interessanti come l’altitudine della casa comunale, i gradi giorno e la zona climatica di appartenenza.

Tale tabella potrà essere modificata e integrata con decreto del Ministro dell’Industria del Commercio e dell’Artigianato in relazione all’istituzione di nuovi comuni o alle modificazioni dei territori comunali. Per farlo si avvalgono delle competenze tecniche dell’ENEA.

Zone climatiche Italia e trasmittanza termica

Questa normativa utilizza la suddivisione in zone climatiche Italia per porre dei limiti alla trasmittanza termica dei principali elementi dell’edificio come pareti, infissi e copertura. Si tratta dunque di una misura che mira a contenere i consumi energetici. Con il tempo le normative sono divenute passo dopo passo sempre più stringenti e i valori limite della trasmittanza si sono ridotti sempre di più.

La destinazione d’uso degli immobili

Sulla base del DPR 412/93 all’art.3 comma 1 (che definisce le zone climatiche Italia) gli immobili sono stati classificati in base alla destinazione d’uso. Ad esempio con la dicitura E.1 indichiamo gli edifici adibiti a residenza e assimilabili mentre con E.2 si intendono edifici adibiti a uffici e assimilabili sia pubblici che privati, sia indipendenti che contigui a costruzioni adibite ad attività artigiani o industriali.

Con E.3 invece si intendono edifici adibiti a ospedali o cliniche mentre con E.4 quelli adibiti ad attività ricreative o di culto. Poi abbiamo gli edifici E.5 che sono quelli adibiti ad attività commerciali ed E.6 che sono adibiti ad attività sportive. Infine abbiamo gli E.7 che sono edifici adibiti ad attività scolastiche e gli E8 che sono adibiti ad attività industriali.

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