Obbligo passaggio al mercato libero energia: come comportarsi?

Obbligo passaggio al mercato libero energia: come comportarsi?

Ormai non è un mistero per nessuno: la Legge si è finalmente espressa e finalmente, dopo circa due anni di proroghe burocratiche, è stato approvato il disegno di legge che prevede la fine del regime di maggior tutela per quanto riguarda il settore energetico. Tutti eravamo rimasti all’ultima scadenza, in cui a maggio 2020 la fine della maggiore tutela avrebbe dovuto essere una certezza, ma così non è! C'è stato infatti un rinvio del passaggio al mercato libero e, in parole povere, l'obbligo passaggio al mercato libero energia sarà definitivo a partire da Gennaio 2022. Questo significa molte cose, in realtà: sicuramente mette un punto conclusivo a un’abitudine degli italiani, ovvero quella di affidarsi a un prezzo unico deciso da un solo ente. Questo non vuol dire che l’AEEGSI, l’organo di controllo statale del mercato energetico, verrà totalmente dismesso. Semplicemente cambieranno qualche sigla e delle funzioni, al fine di farlo diventare l’ARERA, ovvero l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Il compito di questo ente non sarà stabilire un prezzo unico di mercato, ma controllare che i gestori mantengano il mercato competitivo senza cadere nell’illegalità o nella gara al rialzo. Ma cosa cambierà per il consumatore?

Tutela o mercato libero? Tutte le differenze

Andiamo con ordine. Anzitutto, le differenze tra mercato libero dell'energia (il cui passaggio sarà d'obbligo a breve) e maggior tutela già coesistono, in quanto sin dall’apertura del primo è stato comunque garantita al consumatore finale la possibilità di scegliere tra i due tipi di contratto energetico. Per anni ci siamo interrogati sulla convenienza o meno di aderire all’uno o all’altro piano, giungendo alla conclusione che indubbiamente era una scelta che si doveva prendere basandosi sulle proprie abitudini quotidiane.
Il contratto di maggior tutela, nel generale, è sempre stato un po’ più caro, ma non è flessibile e non varia né durante le diverse fasce orarie, né quando il mercato fa oscillare i prezzi della materia prima. È il motivo per cui l’obbligo passaggio al mercato libero energia ha scontentato parecchie persone, che non potranno più usufruire di questo tipo di contratto.

Nel passaggio al mercato libero dell’energia infatti, come dice il nome stesso, è prevista la libera concorrenza tra gestori energetici, e di conseguenza la messa in atto di tariffe di ogni genere, pensate a libero piacimento dai singoli erogatori di servizi. Il prezzo, dunque, lo decide non più un ente, ma il rapporto con la concorrenza. Questo è indubbiamente positivo per il consumatore, che ora può scegliere tra le diverse tariffe, più flessibili e anche a un prezzo più conveniente. Si parla di un contratto che possa essere adattato alla singola esigenza: pensiamo alla volontà di poter scegliere tra una tariffa oraria ed una bioraria, questa distinzione sarà possibile solo nel caso ci si rivolga al mercato libero (con differenze di prezzi se si tratti o meno di un’abitazione in cui si risulta registrati come residenti). Nella tariffa bioraria, ad esempio, il costo dell’energia varierà a seconda dell’ora del giorno in cui viene utilizzata; nonostante ci sia tendenzialmente una differenza minima, è comunque da tenere da conto durante le valutazioni per la ricerca di un nuovo contratto.

C’è più risparmio con il mercato libero, è vero, ma anche meno sicurezza. Nei momenti in cui il mercato delle materie prime si impenna, si alzano anche i prezzi e non c’è nessun tipo di tutela tariffaria da parte dello Stato, che non sia garantire l’antitrust. Per maggiori informazioni sull'argomento leggi anche l'articolo dedicato alla convenienza del mercato libero

Obbligo passaggio al mercato libero energia: quando avverrà?

Dopo l'iniziale rinvio del passaggio al mercato libero, che dal maggio 2020 è stato spostato al primo gennaio 2022, questo evento segnerà il termine inevitabile del servizio di maggior tutela. Abbiamo già visto quali sono le differenze tra le due possibilità di scelta, ma per poter sfruttare davvero tutte le possibilità offerte dal mercato libero bisognerà essere dei consumatori consapevoli. Dopo che i servizi di tutela non saranno più disponibili, a tutti i clienti “piccoli”, che non avranno un venditore nel mercato libero, la continuità della fornitura di energia elettrica e/o gas naturale sarà comunque garantita. Affinché il cliente non subisca alcuna interruzione, sarà possibile avere dell’energia erogata secondo il contratto precedente almeno durante il periodo necessario a trovare un venditore sul mercato libero. Questi clienti, dopo aver scelto tra le diverse forniture concorrenti presenti sul mercato libero quella più adatta a loro, stipuleranno un nuovo contratto di fornitura, che vada a sostituire in toto quello precedente. Sarà il nuovo venditore a inoltrare la richiesta di recesso del precedente contratto al fornitore con cui era stato stipulato. Il recesso potrà essere esercitato in qualsiasi momento, e non comporta oneri aggiuntivi né l’interruzione della fornitura in corso.

L'Autorità inoltre garantirà la pubblicizzazione e la diffusione delle informazioni, in merito alla piena apertura del mercato e alle modalità di svolgimento dei servizi. Proprio in questi mesi è molto conveniente valutare il passaggio obbligatorio al mercato libero dell’energia, da un contratto di maggior tutela. Bisogna muoversi per tempo prima che arrivi la definitiva chiusura della maggior tutela, anche perché in questi mesi le compagnie energetiche offriranno tariffe molto convenienti per far digerire l’obbligo passaggio al mercato libero energia. Rimarrà sempre disponibile un contratto di salvaguardia anche dopo la messa in pratica della legge, che però sarà davvero carissimo e conveniente forse per le grandi aziende. È ora quindi di usare il nostro comparatore per scegliere la tariffa più conveniente e vantaggiosa!

 

 

Arianna Bessone

Arianna Bessone