Presa trifase: a cosa serve e come funziona

Presa trifase: a cosa serve e come funziona

In molti si potrebbero interrogare in merito alla presa trifase, chiedendosi cosa sia, cosa si intenda quando di parla di presa elettrica trifase, come funzioni e se viene usata solo per scopi industriali o anche domestici. Insomma, l’argomento è complesso ma anche molto interessante, e vogliamo aiutarti fornendoti le spiegazioni che ti potrebbero interessare in merito. Parlare di presa industriale trifase o di presa trifase anche a uso domestico non è semplicissimo, qualora non si fosse addetti ai lavori, ma con una breve spiegazioni non scientifica bensì fatta con parole semplici, tutti potranno capire cosa si intenda con questa terminologia. Bisogna specificare che quando si parla di presa trifase il sistema a cui si fa riferimento è più ampio, ovvero a livello del contatore, e forse non tutti sanno che esiste sia di tipo monofasico sia trifasico, e i dubbi e le domande su quale sia migliore, quale tra i due consenta di accedere a migliori prestazioni e via discorrendo è molto importante, ma sicuramente con una piccola spiegazione potrai orientarti meglio.  Specifichiamo innanzitutto che quando i fa riferimento al contatore trifasico, al quale è collegata anche la presa trifase, si fa riferimento a un complesso ma anche di semplice gestione che funziona con l’utilizzo di tre cavi più un cavo definito neutro, a differenza del contatore monofasico che invece contempla l’utilizzo di un unico cavo più il cavo neutro. Il contatore, e quindi la presa monofase, sono quelli che di solito di trovano nelle abitazioni private, dal momento che la quantità di energia che deve giungere presso la casa è limitata, mentre nel caso delle grandi aziende che necessitano di molta energia elettrica, oppure nel caso delle centrali di energia elettrica, viene impiegato solitamente il contatore trifasico e quindi la presa industriale trifase , dal momento che con l’impiego di tale sistema è possibile ottenere una produzione più massiccia e inoltre anche le operazioni relative sia alla trasmissione sia per quanto riguarda la distribuzione di energia sono ottimizzate, usando tale tipologia di contatore.

Nelle utenze di tipo domestico il contattore monofase consente di accedere a una tensione pari a circa 230 V, mentre nel caso dei contattori trifase, e quindi anche dell’impiego della presa trifase, la tensione che avviene tra le fasi darà pari a circa 400 V, quindi come possiamo vedere la differenza è netta tra le due tipologie di contattori. Come è facilmente intuibile, la corrente con energia elettrica nel sistema trifasico viene usata quando il carico di energia è elevato, mentre per carichi più limitati e moderati, come nel caso delle abitazioni private, il sistema monofase è consigliabile, dal momento che una singola abitazione, o anche un palazzo, nonostante possa consumare molta energia, difficilmente avrà bisogno di un tale sistema di portata così massiccia. I contatori domestici, infatti, per i quali è consigliata la presa monofase invece della presa elettrica trifase, hanno un bisogno in termini di kW limitata, mentre qualora si parli invece di una richiesta di kW elevata, come le aziende e le centrali che necessitano almeno di 6 kW, il contatore monofase non riuscirebbe a supportare adeguatamente tale potenza, e quindi viene altamente consigliato l’impiego di un contatore trifase con l’impiego di una apposita presa trifase, o di più prese a seconda delle varie esigenze. Chi decide di quale potenza in termini di kW ha bisogno l’utente, sia esso un cliente domestico oppure un cliente business, è in mano al distributore locale, il quale ha il compito di stabilire quale tipo di contatore è più vantaggioso e meglio risponde ai bisogni della singola utenza, dal momento che è proprio il distributore che si occupa della gestione oltre che della erogazione di potenza alla rete elettrica del privato o dell’azienda.

Come funziona quindi il sistema trifase, con l’utilizzo della apposita presa trifase?

Il sistema trifase è alimentato, a differenza del più semplice sistema monofasico, da tre fasi ovvero da tre tensioni, le quali sono alternate e sono composte da tre forze elettromotrici che presentano una sfasatura per 120°, ed esse hanno il compito di alimentare allo stesso momento, quindi in simultanea, l0’utilizzatore trifase: queste tre fasi devono essere in sequenza corretta per funzionare correttamente, altrimenti potrebbero presentarsi dei problemi. Nel sistema trifase è possibile prelevare la tensione che intercorre tra la fase e quello che viene considerato come il cavo neutro, per una potenza pari a 230 V, e la tensione che c’è invece tra fase e fase, la quale è pari a 400 V: in ogni momento le singole fasi, infatti, grazie allo sfasamento di cui abbiamo accennato prima che è di 120°, non presentano il medesimo potenziale.

E’ importante sapere che per quanto riguarda l’installazione del contatore, sia esso trifasico oppure monofasico, e quindi preveda l’impiego di una presa trifase o monofase, o più di esse, presenta lo stesso costo, dal momento che ciò che cambia è solo la quota relativa alla potenza: quello che differisce, quindi , in termini di costo tra l’impiego delle due tipologie di contattori, e di conseguenza nell’uso della presa elettrica trifase o monofase, è l’ammontare che si ritroverà indicato sulla bolletta, dal momento che il prezzo finale dipende sia dalla potenza impegnata sia dalla tipologia di utenza.

Arianna Bessone

Arianna Bessone