Riscaldamento autonomo o centralizzato: tutte le differenze

Riscaldamento autonomo o centralizzato: tutte le differenze

Riscaldamento autonomo o centralizzato? Lo sappiamo che l'inverno è ancora lontano, ma perchè non provare a prepararsi al suo arrivo con anticipo magari informandosi adeguatamente?  Quando si parla di spese energetiche si cerca di massimizzare il risparmio senza però mai perdere di vista il comfort dell’ambiente. Ad esempio molti si chiedono se sia meglio il riscaldamento autonomo o centralizzato e chiaramente spesso la risposta cambia di volta in volta. Le spese relative al riscaldamento rappresentano una voce molto importante in bolletta, soprattutto nelle zone dove gli inverni sono più rigidi. Scegliere tra riscaldamento autonomo o centralizzato non è semplice e bisogna aver ben presente le differenze così da scegliere al meglio.

Quando si parla di impianto autonomo infatti, la caldaia e la rete di distribuzione servono una abitazione unica. Al contrario, con l’impianto centralizzato la caldaia è in comune con le altre abitazioni del condominio. Di solito quindi quando ci sono più famiglie la scelta finisce quasi sempre sul riscaldamento centralizzato in quanto il costo di manutenzione di una singola caldaia è inferiore rispetto a quello che ci sarebbe con diverse caldaie. Nella scelta tra riscaldamento autonomo o centralizzato bisogna anche ricordarsi che la legge vieta l’installazione degli impianti autonomi negli edifici di nuova costruzione con più di 4 abitazioni. Bisogna quindi avere ben presente la differenza tra riscaldamento centralizzato o autonomo, solo così si potrà scegliere nel modo migliore.

L’impianto di riscaldamento autonomo è invece privato a tutti gli effetti e viene gestito in modo indipendente dagli inquilini di una casa. Spesso in questi casi si utilizzano caldaie a metano o GPL, ma anche stufe a legna. Molti scelgono il riscaldamento autonomo perché possono regolare l’impianto secondo il proprio gradimento e possono accenderlo o spegnerlo in qualsiasi momento.

Nel caso dell’impianto centralizzato invece si ha a che fare con una caldaia di dimensioni molto maggiori che è collegata a diverse abitazioni con delle tubazioni. Il rendimento di questa tipologia di caldaie è tendenzialmente superiore rispetto a quelle autonome, il che significa una maggiore efficienza energetica e un minor consumo di gas metano. Nel caso del riscaldamento centralizzato bisogna anche tener conto del fatto che la decisione sulle ore di accensione dipende dalle decisioni prese in sede di assemblea condominiale. Inoltre a partire dal 2017 con il riscaldamento centralizzato sono diventate obbligatorie le valvole termostatiche e i ripartitori. Questo significa che ogni condomino può regolare il calore e allineare le spese ai propri consumi reali.

Scegliere tra riscaldamento autonomo o centralizzato è tutto tranne che scontato ancor più che la spesa per il riscaldamento delle abitazioni pesa moltissimo nel budget familiare, specialmente nelle zone più fredde. Una volta chiarita nel dettaglio la differenza, è meglio il riscaldamento autonomo o centralizzato? Possiamo rispondere dicendo che l’impianto autonomo è economico quando serve un’unica unità abitativa o comunque piccoli edifici. In situazioni con molte famiglie sarà sempre la cosa migliore scegliere il riscaldamento centralizzato così da ammortizzare il costo della manutenzione di un’unica caldaia. Attenzione poi al fatto che lo Stato ha previsto una serie di agevolazioni fiscali per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento, meglio quindi cercare di tenersi sempre informati per sfruttare ogni possibile vantaggio in questa direzione. L’impianto autonomo è sempre privato e quindi viene gestito in modo indipendente dagli altri inquilini della casa. In queste situazioni la soluzione adottata dovrebbe essere quella di una caldaia a metano o Gpl o anche di caminetti o stufe a legna o a pellet. Se non altro con l’impianto di riscaldamento autonomo si potrà regolare l’impianto a proprio piacimento scegliendo i tempi di spegnimento e di accensione. Consumo e bolletta dipendono infatti da molti fattori diversi inclusi la grandezza della casa e le caratteristiche di isolamento.

In materia di scelta tra riscaldamento autonomo o centralizzato si deve anche tener conto del fatto che nell’impianto centralizzato la caldaia è tendenzialmente più grande ed è collegata alle abitazioni con un sistema di tubazioni che portano l’acqua dalla centrale termica fino alle case. Con il riscaldamento centralizzato verrà anche richiesta una potenza termica massima inferiore. Il problema è però che la decisione sugli orari di accensione dipende dalla scelta comune stabilita in assemblea condominiale. Si potrà risolvere il problema in modo parziale con l’installazione delle valvole. Attenzione poi perché se si parla di differenza tra riscaldamento centralizzato o autonomo bisogna anche tener presente che con il riscaldamento centralizzato il responsabile dell’impianto sarà l’amministratore del condominio che sarà quindi quello incaricato a gestire tutte le operazioni di manutenzione e controllo fumi per il rilascio del bollino blu.

Inoltre il riscaldamento centralizzato a partire dal 2017 deve avere per legge le valvole termostatiche e i ripartitori. La valvola termostatica viene installata su ogni termosifone e permette di modulare il calore con diversa intensità a seconda delle diverse zone della casa. Insomma, le valvole sono perfette per combinare i benefici di un impianto autonomo con quelli del centralizzato. Ma quale è più conveniente tra i due? Tendenzialmente quello centralizzato anche se in alcuni casi specifici potrebbe diventare conveniente richiedere un distacco. Ad esempio nel caso in cui vengano accorpate delle unità immobiliari potrebbe capitare che il riscaldamento centralizzato non si possa adattare alla nuova struttura dell’immobile.

 

Arianna Bessone

Arianna Bessone