Cappotto termico su parti non riscaldate: regole per l'isolamento

In Risparmio energetico
Cappotto termico su parti non riscaldate

Il cappotto termico su parti non riscaldate rappresenta uno degli strumenti migliori per aumentare in modo considerevole il comfort abitativo. Non solo, il cappotto termico è anche la scelta perfetta per risparmiare in bolletta in quanto garantisce la riqualificazione energetica. Si dovrebbe poi anche sottolineare l’esistenza del superbonus ambienti non riscaldati 110%, un motivo in più per valutare seriamente la soluzione del cappotto termico.

Non è certo casuale che negli ultimi anni si sia parlato sempre più spesso della necessità di ridurre sensibilmente gli sprechi energetici. L’idea di un cappotto termico su parti non riscaldate è quindi centrale nell’ottica della riqualificazione edilizia. Nei prossimi paragrafi cercheremo di capire come funziona il superbonus ambienti non riscaldati e anche di valutare i vantaggi di un cappotto termico.

Cappotto termico: perché è una buona idea

Come già anticipato, un cappotto termico su parti non riscaldati potrebbe essere una valida soluzione per migliorare le prestazioni energetiche di un edificio. Per cappotto termico si intende un sistema di isolamento termico che consente di ottimizzare le prestazioni energetiche degli edifici.

Un cappotto su parti comuni non riscaldate garantisce una ottima coibentazione termica, un buon isolamento dal freddo e una riduzione consistente dei consumi energetici. Non meno importante, con un cappotto termico su parti non riscaldate si potrà anche ottenere una buona rivalutazione dell’immobile. Il motivo è che con il cappotto termico si ottiene una classe energetica di classe superiore.

Da non sottovalutare poi, anche i vantaggi relativi al miglior isolamento acustico e all’evitare la formazione di condensa e muffe per via di dispersioni di calore. Se ben realizzato, un cappotto su parti comuni non riscaldate può garantire una durata di oltre vent’anni, un fattore in più di considerare prima di fare la propria scelta.

Cappotto termico e superbonus ambienti non riscaldati: come funziona

Il già citato superbonus al 110% è molto importante da considerare se si sta valutando l’installazione di un cappotto termico. Sulla base del decreto risultano finanziabili tutti gli interventi di isolamento termico di superfici opache, sia orizzontali che verticali, con una incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio.

Questo significa che gli interventi come quello di installazione del cappotto termico saranno detraibili su un ammontare non superiore ai 60.000 euro (cifra da moltiplicarsi per il numero di unità immobiliari componenti quello specifico edificio). Un intervento di isolamento tetto con sottotetto non riscaldato rientra, al pari dell’installazione di cappotto termico su parti non riscaldate, a pieno nel superbonus. Si tratta, infatti, di interventi essenziali per poter raggiungere un aumento delle prestazioni energetiche generali dell’edificio.

Occorre anche sapere che il superbonus 110 pensato per il cappotto termico riguarda anche tutti gli interventi su parti comuni, su prime e seconde case (come il già citato isolamento tetto con sottotetto non riscaldato). Con bonus pensato per l’installazione di cappotto termico su parti non riscaldate il contribuente potrà sfruttare una detrazione fiscale trasformando il valore del bonus in credito di imposta in 5 anni.

Per aver diritto al superbonus sarà però essenziale utilizzare materiali isolanti che devono rispettare i CAM (Criteri Ambientali Minimi) e rispettare tutti i requisiti di trasmittanza termica. Infine, l’intervento dovrà essere finalizzato a migliorare almeno di due classi la certificazione energetica APE.

Le diverse tipologie di cappotto termico

Come abbiamo visto installare il cappotto termico su parti non riscaldate conviene, ma è bene anche conoscere quali sono le diverse tipologie di cappotto termico disponibili. Abbiamo, ad esempio, il cappotto esterno che è particolarmente indicato per strutture indipendenti o facciate di palazzi.

Si tratta di una soluzione consigliabile per ottenere un ottimo isolamento termico e porre rimedio alla formazione di muffa e infiltrazioni. Abbiamo poi il cappotto termico interno, che ha un prezzo decisamente inferiore e tempi di installazione ridotti. Optando per questa soluzione si potrà disporre internamente di pannelli di spessore ridotto che sono garanzia di minor dispendio energetico. Per una installazione di cappotto termico su parti non riscaldate interno non occorrono dei permessi specifici. Si sconsiglia però di optare per questa soluzione in una casa troppo piccola.

In conclusione, procedendo all’installazione di un cappotto termico su parti non riscaldate si potrà godere di numerosi vantaggi che vanno dalla riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio fino a un migliore isolamento termico e acustico. Non solo, con un cappotto termico si potrà migliorare l’estetica dell’edificio e utilizzare al minimo il sistema di riscaldamento, aumentando il risparmio energetico. Infine, non meno importante, permetterà di aver diritto a godere di incentivi fiscali e di aumentare il valore dell’immobile.

##Cappotto su parti comuni non riscaldate

In caso di cappotto su parti comuni non riscaldate, e quindi all’esterno sulle facciate di un condominio, si dovrà per prima cosa suggerire l’esecuzione di uno studio di fattibilità. L’installazione del cappotto condominiale permette di godere di un vantaggio energetico collettivo ma l’intervento dovrà essere approvato dalla maggioranza dei condomini in assemblea (devono rappresentare almeno un terzo del valore dell’edificio in millesimi).

Il costo del cappotto esterno dovrà poi essere ripartito tra tutti i condomini in quanto va a migliorare l’abitabilità dell’intero edificio.

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