Scopri come richiedere un prestito se sei un libero professionista

Scopri come richiedere un prestito se sei un libero professionista

La gestione di un’azienda porta con sé una lunga serie di spese, dovute soprattutto all’aggiornamento dei materiali utili per aumentare la produttività e il benessere dei propri dipendenti. Spesso queste modernizzazioni richiedono grosse cifre di denaro, che in momenti di crisi può scarseggiare o venire a mancare. Richiedere un prestito per liberi professionisti può essere la soluzione ideale per risolvere la situazione, è bene però essere informati su come farlo così da mettersi al riparo da eventuali brutte sorprese. Come tutti sanno è utile cercare di investire in spese giuste, per ottenere un ricavo, il quale il più delle volte è superiore alle aspettative.

Come Possono orientarsi i professionisti autonomi nel mondo dei Prestiti

Molti imprenditori si affidano a degli istituti creditizi per ottenere dei prestiti, ma non tutti conoscono le procedure adeguate e i documenti necessari per accedere ai servizi. Richiedere un prestito con partita iva è più facile di quello che sembra ma occorre sapere esattamente cosa fare e a chi rivolgersi. Per ottenere un prestito per liberi professionisti occorre prima di tutto dimostrare all’istituzione creditizia di possedere un reddito fisso: una busta paga, un modulo unico, o una dichiarazione dei redditi; altrimenti è necessario fornire una garanzia a livello patrimoniale in modo da assicurare i creditori e facilitare l’erogazione del prestito. Spesso il prestito può essere estinto dai 12 agli 84 mesi e viene versato direttamente sul conto corrente del beneficiario il quale ha possibilità di accedere al prestito grazie alla conferma di reddito o garanzia.

Quali tipologie di prestito per professionisti esistono

Esistono diverse tipologie di prestito per liberi professionisti: la prima tipologia da esaminare riguarda le start up, ovvero le aziende che chiedono liquidità per incominciare la futura attività; queste tipologie di prestiti hanno tassi di interesse che possono variare a discrezione del tipo di finanziamento o dall’istituzione creditizia.

Il prestito per liberi professionisti invece si può suddividere in due macro categorie: quelli a fondo perduto, spesso stipulati tramite bandi in collaborazione con la comunità europea; oppure finanziamenti la cui assoluzione può durare tra i 6 mesi agli otto anni.

Tra le categorie di debitori esistono anche quelli considerati: cattivi pagatori, in questo caso descritti come professionisti protestati. Questa particolare specie di imprenditori ha grande difficoltà per ottenere le concessioni per un prestito,  ma dimostrando la presenza di patrimonio o immobili è possibile arginare l’ostacolo e realizzare i propri sogni ed aggiornamenti.

Quali sono i liberi professionisti

Ma quali sono le categorie di persone che possono richiedere il prestito per liberi professionisti? Per prima cosa è bene chiarire che per liberi professionisti si intendono tutti quei soggetti che lavorano in proprio e hanno una partita Iva e non hanno alcuna azienda in capo. Le categorie di persone che possono essere considerate a tutti gli effetti liberi professionisti sono gli avvocati e gli architetti con studio personale, ragionieri, commercialisti e consulenti fiscali in proprio, giornalisti free-lance, prestatori occasionali d’opera, consulenti finanziari, personal trainer, tutor personali, massaggiatori, fisioterapisti ed estetisti. Invece infermieri a domicilio, lavoratori online, commercianti con sede legale fisica e i facenti parte di studi associati vengono considerati come dei lavoratori dipendenti in quanto, pur avendo partita Iva, fanno capo a una sede fisica gestita da più persone con guadagni fissi mensili potenziali. Dal momento che molti liberi professionisti non hanno un reddito fisso e hanno guadagni fluttuanti non sono così graditi alle finanziarie che erogano prestiti personali. Viceversa i lavoratori dipendenti possono avere delle garanzie derivanti dal contratto di lavoro e dalle buste paga, garanzie che un libero professionista con partita Iva non potrebbe dare.

Che documenti presentare per ottenere un prestito per liberi professionisti

Per ottenere un prestito per liberi professionisti bisognerà presentare alla finanziaria o alla banca una serie di documenti che vanno dai documenti di identità (codice fiscale e carta d’identità), fino al certificato di residenza e stato di famiglia, Bisognerà esibire anche una bolletta recente dell’utenza, un documento di reddito e la firma di un garante. Con partita Iva si può chiedere un prestito quindi ma bisognerà mostrare il documento di reddito, ovvero il Modello Unico che mostra la cifra dei guadagni annui. Questo documento andrà utilizzato come riferimento per gli introiti mensili ma i Modelli Unici non possono essere tutti uguali in quanto con il lavoro autonomo i guadagni possono essere più alti un anno rispetto a un altro. Proprio per questo per avere un prestito per liberi professionisti è spesso richiesta la documentazione di reddito relativa agli ultimi tre anni di attività. Di solito presentando tre Modelli Unici che mostrano dei buoni introiti, quasi certamente ci si vedrà erogare il prestito senza problemi.

Attenzione infine che un prestito personale, di solito, non obbliga a rendere noto alla finanziaria il modo con cui verranno gestiti i soldi ottenuti. In caso di prestito per liberi professionisti esplicitare il fine per cui si utilizzeranno i soldi richiesti potrebbe aumentare la possibilità di ricevere una risposta positiva alla richiesta di prestito.

Per trovare i migliori prestiti con le condizioni più indicate alle proprie esigenze il consiglio è utilizzare un comparatore di tariffe come quello gratuito di Chetariffa.it.

Arianna Bessone

Arianna Bessone